“Avviare un dialogo con i personaggi nei dipinti di autori di fama internazionale.
Lo fa Stefano Bronzini nel suo spettacolo LETTURE, concepito come un recital di parole e musica. Il monologo a volte riflette le percezioni destate nell’osservatore del dipinto, a volte instaura un vero e proprio dialogo tra la voce recitante e i personaggi raffigurati nel dipinto. E’ un modo per parlare dell’Arte contestualizzarla nel suo periodo storico e trasmettere le emozioni suggerite dall’opera”.
“Il Piccolo” – 01/04/2014
“LETTURE è uno spettacolo unico nel suo genere. Stefano Bronzini parla con i personaggi raffigurati nelle opere d’arte, gli dà personalità e vita. Si svolge così una presentazione dell’opera d’arte in maniera del tutto innovativa, fortemente emozionale e personale. La lettura / recitazione dei testi si sovrappone alla visione delle opere, proiettando lo spettatore nel cuore pulsante dell’opera d’arte”.
“La Voce” – 04/04/2014
“Con MEMORIE INUTILI Stefano Bronzini riflette sullo scorrere del tempo e sull’alchimia dei ricordi partendo dalla tragedia delle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Ad accompagnare le visioni dell’autore un monologo scritto da Stefano Bronzini e recitato dal noto attore Maurizio Soldà”.
“UnDo.Net – network per l’arte contemporanea” – 04/09/2010
“MEMORIE INUTILI sono opere di piccolo formato ma di profonda riflessione”.
“Il Piccolo” – 10/09/2010
Esistono persone che hanno il dono di arricchirti ogni qualvolta le vedi.
Stefano Bronzini è sicuramente una di queste.
Inizia quasi in sordina, con il suo semplicemente dolce buon umore, velato di serietà professionale.
La trasformazione avviene di colpo, all’improvviso, e ti colpisce, inaspettata, in un crescendo sempre più forte di emozioni.
E tu, bambina curiosa, ti ritrovi volteggiante in caduta in un magico tunnel, inseguendo il coniglio di Lewis Carroll, per sbucare in un mondo fantastico.
Sotto un cielo antico dove morte, vita, dolore, passione ti trascinano in un vortice, trasportandoti in tempi remoti.
E tu sei lì, nell’attimo in cui il sommo artista sta creando, sta dipingendo bozzetti e tele e senti, percepisci tutta la passione trasmessa dalla forza delle sue mani e impressa nel tratto vibrante del disegno.
Accogli in te il suo amore, il suo dolore, la sua fatica, in un tempo che non è più lineare ma in bilico tra la vita e la morte, tra il dolore e la speranza, tra la terra e il cielo.
Terreno e divino si incontrano e si fondono armoniosamente sulle tele e uno spicchio di cielo veneziano giunge a te, colpendoti nel cuore, freccia scoccata dall’arco che trasporta parole di amore per l’arte pura.
E’ questa la grande dote di Stefano: portarti lontano nei secoli e riportarti al momento presente, con una rosa su una tomba di un grande, importante amico che aveva nome Jacopo Tintoretto.
Adriana De Caro: “Una rosa per un amico” – 15/05/2017
Non so dire se fra le pieghe di ogni performance artistica di Stefano si rinvenga più l’uomo, con il suo acume, la sua sensibilità e, perché no, leggerezza dell’essere
che sa trasformarsi in immaginifica e simbolica capacità pittorica, che l’erudito divulgatore che ti fa comprendere e amare l’arte nelle più svariate espressioni.
Fatto è che, come un passepartout, sa aprire quelle porte che ti introducono in un mondo che di formale e manieristico ha ben poco, tanto risulta intriso del suo modo speciale di viverlo e fartelo vivere.
Renato Ponari: “Senza titolo” – 15/05/2017
Passeggiare per Venezia con lui accanto che racconta la sua città con grande entusiasmo, è una grande fortuna riservata a pochi. Per trovarsi subito dopo, quasi senza accorgersene, in una Chiesa davanti ad un Tiepolo, immenso sia in dimensioni che in maestria d’arte, a condividere insieme agli altri un velo di umiltà vedendolo chinarsi a deporre una pallida rosa sulla lapide dove riposa il Tintoretto. Tutto questo è una bella emozione che ci fa ringraziare la vita di poter respirare quell’attimo di arte e di umanità. La rosa deposta, rimane là, come segno del suo passaggio.
Questo è Stefano Bronzini, persona di sensibilità squisita e di vasta cultura.
Lui, che presenta i suoi Amici ai suoi amici, perché così considera i grandi artisti di cui apprezza le opere. Quando Stefano fa da tramite, per raccontare come i grandi pittori, scultori e scrittori che lui ama, hanno segnato il solco indelebile del viaggio dell’arte, i suoi occhi sono felici e le sue parole tremolano di emozioni. Da un’altra dimensione, le voci di coloro che hanno saputo cogliere gli archetipi eterni trasformandoli in materia, gli sussurrano attraverso forme, colori e frasi, segreti nascosti agli occhi e ai cuori dei più, e Stefano … ce li svela per volere dell’ARTE.
La sua, come quella di ogni artista, è una missione compiuta sotto forma di dono, che va accolto con animo riconoscente.
Grazie Stefano.
Rita Carone: “A te” – 24/05/2017
Che meraviglia Emily, l’ultimo lavoro di Stefano Bronzini. MI lega a lui un’amicizia familiare di lunga data ma non è solo per affetto che voglio presentare il suo lavoro. Architetto ma, soprattutto, artista a tutto tondo. Egli riesce a spaziare, con grande cultura e professionalità, tra arte e poesia, letteratura e gastronomia, spettacoli, conferenze e visite emozionali nella sua splendida Venezia, città che si tinge della sua potente energia, pregna di colori ed emozioni. In Emily, l’artista fonde la sua particolare pittura amalgamandolo armoniosamente con un bellissimo video in cui l’artista dialoga con Emily Dickinson. La sua pittura, lineare, geometrica, semplice e allo stesso tempo potentissima, fatta di colori che paiono fuoriusciti dalla sua anima, si accompagna alle parole dettate dal suo cuore vibrante. Approfondire il suo lavoro apporta una sensazione intensa. Significa entrare nel suo mondo, un mondo d’arte e di amore in cui le emozioni si fondono con tonalità diverse nelle epoche.
Caro Stefano, grazie.
Adriana De Caro: “Emily” – 15/01/2018
Stefano è arrivato a casa nostra come compagno di scuola di mio fratello Alvise, ai tempi del liceo scientifico.
Come tutti i compagni di scuola che sentono di avere delle affinità, loro due condividevano molti aspetti della loro vita di studio, ma anche del tempo libero e, credo, si divertissero anche molto.
Anche mia mamma si divertiva molto con Stefano, perché lui aveva un modo speciale di raccontare le cose.
Ironico, ma sensibile, elaborava a suo modo le situazioni che viveva, in famiglia e a scuola.
Tutto assumeva un aspetto epico, drammatico talvolta e comico in altre occasioni, e a me pareva che Stefano vivesse in una sorta di Cinecittà.
Stefano è sempre stato un creativo, portato per il disegno e per le storie.
Durante gli anni dell’Università, seguiva già dei suoi percorsi di ricerca originale, paralleli ai percorsi di studio e realizzava racconti onirici illustrandoli con immagini molto precise e dettagliate.
Un creativo, analitico, capace di esprimere e suscitare forti emozioni.
La scelta universitaria prima, quella professionale poi, han dato seguito a questa sua vocazione artistica e realizzativa.
Parecchi anni son passati da allora, e quando ci siamo ritrovati, Stefano ha svolto per noi il ruolo di accompagnatore in originali visite culturali presso alcune scuole veneziane, caratterizzate dall’opera di qualche grande maestro.
Indimenticabili le sue narrazioni e i suoi punti di osservazione e di lettura dei lavori esaminati.
Ed eccoci infine alla fase delle “performance”, dove tutto lo studio e l’elaborazione creativa di Stefano trovano un modo diverso ed “interpretato” di incantare gli astanti e trascinarli una nuova dimensione di spettacolo.
Davvero bello averlo come amico….
Giulia Benedetti: “Stefano Bronzini” – 02/05/2019
Di Stefano, architetto, ammiro la capacità di parlare di arte in modo essenziale e comprensibile. Un weekend Stefano era in visita a Milano. Aspettavamo il bus in via Carducci. Ha cominciato a dare i suoi giudizi sul cosiddetto “Castello Cova” di Adolfo Coppedè, all’angolo di via S. Vittore. Piano piano tutta la gente che aspettava il bus e non aveva mai visto con occhio critico quel Castello, ha cominciato ad avvicinarsi facendo finta di niente. Si è formato un gruppo di curiosi che per un paio di minuti ha abbandonato giornali e telefonini per ascoltarlo …
Paolo Pochettino: “Esageruma nen” – Dicembre 2020
Sei proprio bravo. Fai capire e vedere la bellezza anche agli ignoranti come me e coinvolgi con la tua passione. E apprezzo tanto i tuoi “agganci” letterari. Bravo Doge!
Manuela Devescovi – 25/03/2025
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